l’AI act è già realtà (e sì: alcune scadenze sono già passate) L’AI Act è entrato in vigore nell’estate 2024, ma nelle aziende italiane continua a essere percepito come un tema lontano, tecnico, quasi astratto. Il classico regolamento “per altri”. Nel frattempo, però, la timeline ha iniziato a correre davvero: dal 2 febbraio 2025 sono diventate applicabili alcune disposizioni chiave, incluse le pratiche vietate e l’obbligo di AI literacy. Non è un “arriverà”: è già nella fase in cui dovresti essere in grado di dimostrare di aver preso in mano il tema. E il punto è questo: la maggior parte delle aziende non è in ritardo perché non ha capito la legge. È in ritardo perché non ha capito che l’AI non è un progetto, è un comportamento organizzativo. Scadenze AI act: cosa è già scaduto e cosa sta arrivando Se vuoi leggere l’AI Act come una checklist di compliance, almeno leggila bene. L’idea che “tanto c’è tempo fino al 2026” è una mezza verità che fa danni. La prima data che conta è 2 febbraio 2025: è la linea di demarcazione tra “ne parleremo” e “avresti già dovuto attivarti”. In quel punto entrano in gioco i divieti su alcune pratiche considerate inaccettabili e, soprattutto, l’obbligo di alfabetizzazione sull’AI. Tradotto in lingua aziendale: non basta scrivere una policy, devi poter dimostrare che le persone capiscono cosa stanno usando e con quali limiti. Poi arriva 2 agosto 2025, che molti stanno sottovalutando: è l’anno in cui la regolazione sui modelli di AI più “general purpose” (quelli…