Capire la Gen Z. A casa e in azienda
Il contesto in cui interviene questo percorso
Nelle aziende lavorano migliaia di genitori di figli Gen Z. Persone che di giorno gestiscono team, prendono decisioni, tengono obiettivi. Di sera tornano a casa e non riescono più a parlare con i propri figli.
Non è una questione generazionale. È una questione di strumenti.
La Gen Z non è difficile. Ha solo bisogno di tre cose — senso, libertà intesa come responsabilità , appartenenza autentica — e di qualcuno che sappia come incontrarla davvero.
Questo percorso nasce dall’incrocio di due esperienze parallele: il lavoro con le organizzazioni sulle dinamiche multigenerazionali e il lavoro con le persone sui passaggi di vita. Quando questi due mondi si incontrano, il risultato è un genitore che torna a casa con strumenti nuovi. E un manager che guida il proprio team in modo diverso.
A chi è rivolto
- Dipendenti con figli adolescenti o giovani adulti Gen Z — tra i 14 e i 28 anni — che vivono difficoltà di comunicazione, conflitti sui valori o fatica nel trovare un terreno comune.
- Non è richiesta nessuna preparazione specifica. È un percorso per persone normali in una situazione normale: quella di non capire più qualcuno che si ama.
Cosa include
Modulo base - mezza giornata
Capire chi è davvero la Gen Z. I tre drivers fondamentali: senso, libertà , appartenenza. Come cambiano le domande che facciamo. Come cambia l’ascolto.
Modulo approfondimento - giornata intera
Strumenti pratici di comunicazione. Come leggere la resistenza come segnale invece che come problema. Come costruire fiducia senza perdere autorevolezza. Simulazioni e casi reali.
Modulo follow-up - 2 sessioni di coaching individuale
Accompagnamento personalizzato per i partecipanti che vogliono portare il lavoro nella propria situazione specifica.
- Il percorso è modulare e customizzabile in base alle esigenze dell’azienda.
- Il percorso può essere erogato in presenza o da remoto. È inseribile nelle principali piattaforme di welfare aziendale.
Cosa cambia dopo
Non si tratta di diventare amici dei propri figli. Si tratta di tornare ad essere un punto di riferimento — per loro e per il proprio team.
I partecipanti escono con un quadro più chiaro di chi ha davanti, domande più efficaci, e meno bisogno di correggere quello che non capiscono.
Perché inserirlo nel welfare aziendale
Il benessere delle persone non finisce all'uscita dall'ufficio. Un dipendente che fatica nelle relazioni familiari porta quel peso al lavoro — in forma di distrazione, stress, calo di presenza.
Supportare un genitore nel capire il proprio figlio è un investimento concreto sul benessere organizzativo. Non è un benefit accessorio. È la risposta a un bisogno reale che le aziende raramente nominano.
Tatiana Coviello
Psicologa · Business Coach ICF ACC · HR Expert · AI con criterio
Ha approfondito le dinamiche della Gen Z in contesti aziendali e istituzionali — dal Parlamento Europeo alle grandi multinazionali. Porta in aula non solo teoria, ma anni di conversazioni reali con genitori, manager e giovani professionisti.